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Famiglie ucraine di Bologna: incontro in chiesa e difficoltà del ritorno psicologico

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Logo Redattore socialeC’è un angolo di Ucraina nel cuore di Bologna. È la chiesa di San Michele dei Leprosetti, in pieno centro storico: qui si incontrano ogni domenica circa 400 persone, soprattutto donne, per partecipare alla messa in rito greco-cattolico, ma anche per passare un po’ di tempo fra connazionali. “Quando si oltrepassa la soglia della chiesa, sembra di non essere in Italia” dice padre Andriy Zhyburskyy, il sacerdote rettore di San Michele.

“La maggior parte degli immigrati ucraini sono credenti. Alcune donne vengono qui alle 8 di mattina ogni domenica e rimangono fino alle 7 di sera. Tutti qui sono ucraini, preparano il tè, mangiano i piatti tipici”, spiega il rettore. La chiesa non è solo un luogo di culto, ma un posto attorno a cui ruota la vita sociale della comunità: qui si può ricevere sostegno e ascolto, trovare lavoro, educare i propri figli e celebrare insieme sia le feste religiose che quelle laiche, come il giorno dell’Indipendenza dell’Ucraina (il 24 agosto). Nella chiesa di San Michele ci sono anche una biblioteca e una libreria. “Ma non vogliamo creare un muro”, sottolinea padre Zhyburskyy: “Noi siamo parte integrante di Bologna”. Continue reading

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