Ilona Sābera – portfolio

blogging, journalism, semiotics, short stories


Leave a comment

Reportage: Mar Musa, Siria. Cercare il dialogo nel deserto

@Ilona-Nuksevica_11Pubblicato su Assaman

C’è silenzio su per la montagna deserta, è un piccolo mondo isolato. Un gruppo di ragazzi pulisce i mobili, un altro taglia le verdure. Alcuni offrono subito ai nuovi arrivati un bicchiere d’acqua, marmellata o formaggio con pane e tè siriano. Qui ciascuno fa parte di un meccanismo più grande che si muove nella solidarietà.

L’antico monastero siriano-cattolico Dier Mar Musa el-Habashi si trova 80km da Damasco, a un’altitudine di 1320m. L’unicità di questo posto sta nella sua accoglienza e apertura a ciascun visitatore: da un passante che viene per un paio d’ore a vedere gli affreschi dell’ XI e XII secolo al pellegrino.
Qui il ritmo del lavoro quotidiano è fortemente immerso nella spiritualità interreligiosa. Le parole di suor DeFayyad sul ruolo della comunità monastica nel contesto più grande della comunità musulmana ce lo confermano: «Che significa la presenza dei musulmani in maggioranza qui? Non è un caso. Noi vogliamo dire che c’è l’amore di Gesù Cristo non solo per qualsiasi persona, ma sopratutto per questa persona nella sua appartenenza alla fede musulmana».
Sentirsi accolti e scambiare idee
La caratteristica più importante di Mar Musa è la giusta relazione tra lo stile di vita monastico, quello laico e l’apertura verso gli altri. Jessica Belding, studentessa statunitense di arabo, pensava di venire qui per risparmiare, ma ha trovato molto di più di quello che si aspettava: “È una proporzione molto buona tra il tempo per preghiere e meditazione e anche per stare insieme con la gente veramente simpatica. Ho visto musulmani che vengono qui e ho parlato con alcuni di loro. È un posto veramente bello per un dialogo reciproco, perché è molto accogliente anche per le persone che non hanno una fede.” Continue reading