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Radiodervish, la colonna sonora di un incontro

Pubblicato su Assaman

“Mettere tra parentesi per un po’ il proprio mondo per ascoltare il mondo dell’altro, offrirsi all’essere esplorati e all’esplorare se stessi”: questo è il motto di Radiodervish, il gruppo musicale fondato da Nabil Salmeh e Michele Lobaccaro. Nella loro musica creano un linguaggio sperimentale che congiunge diversi orizzonti sonori del Mediterraneo. Arabo, italiano, inglese, francese e spagnolo sono le lingue che alternano nei testi poetici cantati.

L’immigrazione è il tema centrale non solo della loro musica ma anche della loro esperienza vissuta in prima persona: Nabil è di origini palestinesi, è nato in Libano e vive in Italia, Michele invece è di origini pugliesi, è nato a Ventimiglia e poi è tornato in Puglia. Ma i musicisti non cercano la chiusura delle radici che si può trovare nelle loro piccole terre di provenienza. Al contrario, credono nel potere creativo dell’incontro. Secondo i Radiodervish un linguaggio culturale universale che unisca i popoli sarebbe una soluzione anche ai conflitti politici. Nell’Italia di oggi è ancora più importante rendersi conto della realtà del fenomeno dell’immigrazione e scoprire quali possano essere le sue potenzialità, che spesso non vengono correttamente rappresentate nello spazio dell’informazione.

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