Ilona Sābera – portfolio

blogging, journalism, semiotics, short stories


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Rescuing children with albinism in Tanzania

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Martha Mganga and her husband Edmund Mganga working to end stigma against people with albinism in Tanzania through the video “Watu Kama Sisi” (“People like us”).

Published on Anglican News.

“Peace starts at home. Albino children need to be accepted by their family first, then the village and finally the government,” says Anglican Martha Mganga, director and founder of Albino Peacemakers, a non profit organisation based in Arusha, Tanzania. Martha has been educating families about albinism and rescuing people in danger for almost 30 years. Continue reading

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Disturbi alimentari: “Anche i genitori hanno un ruolo nel trattamento”

Pubblicato su Redattore Sociale

Logo Redattore socialeBOLOGNA – Non si porta dentro il cibo. Non si parla di cibo. Non si guarda nel piatto dell’altro. La merenda va consumata sempre. Dopo i pasti si sta seduti 20 minuti. Non si studia. Sono alcune delle regole da rispettare all’interno del Day Hospital, un centro diurno per i pazienti con disturbi alimentari dell’Ospedale Sant’Orsola-Malpighi a Bologna che negli ultimi 10 anni ha accolto 1.251 persone.

I pazienti, per la maggior parte ragazze (solo 16 i maschi) spesso molto intelligenti, brave negli studi e con una grande forza e autocontrollo, arrivano dopo che i famigliari notano il rifiuto di mangiare. I genitori hanno un ruolo importante nel trattamento della malattia, perché anche le dinamiche familiari sono una delle sue principali cause. Continue reading


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Anoressia, la psicologa: “Il rifiuto del cibo esprime la violenza familiare”

Pubblicato su Redattore Sociale

Logo Redattore socialeDifficili rapporti familiari, desiderio di approvazione da parte degli altri e la rappresentazione del corpo fatto dai media sono tra le principali cause dei disturbi alimentari. In aumento anche la vigoressia maschile.

BOLOGNA – Le cause dei disturbi alimentari (anoressia, bulimia e vigoressia) sono sia psicologiche, da ricercare in famiglia, che sociali, il desiderio di approvazione da parte degli altri, a cui si aggiungono quelle derivanti dai media (attraverso la pubblicità, la rappresentazione del corpo ma anche attraverso i blog e le comunità on line in cui le ragazze si confrontano). “Il rifiuto del cibo è solo il sintomo e il mezzo per esprimere la violenza familiare, emotiva” spiega Simona Banni, psicoterapeuta del Centro Jonas di clinica psicoanalitica per i nuovi sintomi di Bologna. I disturbi alimentari non esistevano fino a 20 anni fa. Anche i ruoli dei genitori sono cambiati nel tempo. Secondo Banni, dalla madre assessuata (“casalinga”) e dal padre “padrone” si è passati alla madre “narcisista” e al padre “amante”. La madre e il padre hanno anche il compito di trasmettere e insegnare la sessualità alla propria figlia e al proprio figlio, ma la loro incapacità di farlo può influire sui disturbi alimentari dei figli stessi. Continue reading